Selva Gardena
attraverso i secoli

Alberghi storici

L alberto Vallunga te Val (ncueicundi Caserma di Carabinieri). A man ciancia l mesc de Ciampac y n toch dla Villa Palua
L hotel Oswald do l 1950.
Doi ustaries storiches de Sëlva. A man ciancia la Krone y a man drëta La Bula. Danterite vëijen la vedla calonia y l luech de Crestan. Tl pra sota streda univel tenì l marcià da Mulin.

Al giorno d’oggi Selva possiede 76 alberghi (hotel e pensioni). Inoltre ci sono svariati bar, pizzerie e baite. Per questa pubblicazione sono stati scelti soltanto gli alberghi storici, vale a dire quelli fabbricati prima della Seconda Guerra Mondiale. E’ chiaro che la gran parte degli attuali hotel è stata costruita dopo la guerra, negli anni sessanta e settanta, e hanno oggigiorno solo circa 40 anni. Gli alberghi storici sono elencati secondo l’anno di costruzione.

Albergo Croce d’Oro / Runcac
L’albergo Runcac (più tardi Croce d’Oro) esisteva sicuramente già prima del 1600. Il primo gestore conosciuto fu nel 1553 Parlme Schmalzl (oste a Runcac) e dopo Baldassar Peratonner (1631-1693). Nell’archivio della parrocchia di S. Cristina è indicato nell’anno 1716 un certo Kassian Perathoner - oste a Runcac. Su una vecchia fotografia si può vedere lo stemma di Perathoner con la data 1673 scolpita sul muro; questo dimostra che probabilmente in quell’anno sono stati fatti lavori di ingrandimento alla costruzione. La casa di Runcac è legata storicamente al Castel Gardena (Fischburg) e al patibolo del Col dala Forcia e del Col dala Pelda. La storia tramandata oralmente vuole ancora ricordare al giorno d’oggi che nelle cantine del vecchio albergo c’erano le prigioni e qualche strumento di tortura, come la “goccia” (una goccia d’acqua che cascava sempre nello stesso punto sulla testa del prigioniero legato). Questa cantina, nominata nel libro di Wilhelm Moroder Lusenberg (1877-1915) come “prigione”, insieme con il patibolo e il tribunale del Col dala Pelda (circa 1642-1840), fu distrutta in seguito da un incendio che avvenne nel febbraio del 1943, quando prese fuoco tutta la casa. L’albergo dopo è stato ricostruito interamente con il nome “Croce d’Oro” ed è stato gestito da Luis Perathoner e da sua moglie Maria fino al 1981, anno in cui è stato chiuso.

Hotel Alpino / Plan
Il vecchio albergo di Plan fu per moltissimi anni l’ultima possibilità di sosta o di pernottamento prima di salire verso i passi. Già per questo fatto esso aveva sempre avuto una grande importanza per viandanti e mercanti. Esso è anche stato luogo noto per fatti, storie interessanti e anche avvenimenti tristi. La località di Plan (ma non ancora l’albergo) viene nominata già nell’anno 1278 in un documento inerente alla compravendita tra Rupert Maulrappe e il conte Meinard II del Tirolo. Nell’archivio della parrocchia di S. Cristina si legge che nel 1691 l’oste a Plan era “Adam Perathonner”. Potrebbe essere stato lui il primo oste della locanda. Dopo la Prima Guerra l’albergo prese il nome di “Alpino”. Già all’epoca esso aveva 20 letti, ma il lavoro più importante era quello di dare da mangiare a coloro che dovevano salire verso l’uno o l’altro passo. Luis e Erich Demetz comprarono l’edificio nel 1963 (dal 1800 il padrone era cambiato 5 volte) e da allora Luis insieme ai suoi figli porta avanti ininterrottamente l’attività alberghiera. Egli ha sempre avuto una grande passione per i turisti inglesi e il suo hotel è stato, negli anni 1970 e 1980, l’hotel più internazionale di Selva. 

Albergo Luna / Juan
L’hotel Luna / Juan viene già nominato nell’anno 1715 e in seguito nell’anno 1762 con il nome“Schuan”; nel 1779 c’era qui l’abitazione “Schuan” con un “Prantweinschank“ (locanda della grappa). Nell’anno 1850 si ritrovavano al Schuan a fare prove di canto e nel 1897 il Juan era uno dei quattro alberghi nella curazia di Selva (Plan, La Bula, Juan, La Gërva) Runcac e Maciaconi che facevano parte dalla parrocchia di S. Cristina. Durante la Seconda Guerra, a causa dei bombardamenti, l’albergo Juan insieme all’hotel Oswald e all’albergo La Gërva fu adibito a dare alloggio agli studenti delle scuole superiori di Bolzano. L’hotel fu chiuso nel 1970. La macelleria, che è stata per molti anni l’unica dove veniva macellato il bestiame a Selva, è rimasta aperta fino al Natale del 1989.

Hotel Posta al Cervo / La Gërva
L’antico nome La Gërva (La Gierva 1715 – làgerbà 1762), come attualmente vengono ancora chiamati il ristorante e l’hotel Posta al Cervo, viene dal tedesco “Conciatore di pelli - Conceria”, luogo dove veniva lavorata la pelle e questo assai prima che venisse aperta la prima piccola locanda (1779 Casa del fabbro con fucina e mulino). L’albergo fu probabilmente aperto intorno agli anni 1850/80 dopo la costruzione dello stradone della Val Gardena. Fino al 1849 La Gërva fu anche sede della scuola del paese. La locanda è nominata per la prima volta nel 1796 (oste a La Gërva Magdalena Pitscheider). Il primo dicembre del 1873 Karl Pitscheider aprì qui anche il primo ufficio postale. Il signor Karl poi, negli anni 1895/96 costruì anche l’hotel Oswald. Il 4 gennaio 1924 un grande incendio, nel quale morì la piccola Rosa di soli 4 anni (una dei 9 figli del signor Tone), distrusse completamente l’edificio, insieme a tutta la sua storia ed a molti documenti di vita paesana. L’edificio fu ricostruito molto più elegante e più grande già nell’anno seguente ed è rimasto con il suo bello stile fino al giorno d’oggi, anche se all’interno gli odierni padroni hanno fatto dei grandi lavori e sistemato quanto possibile. L’albergo La Gërva è appartenuto sempre alla famiglia Pitscheider anche se, a causa dell’opzione, nell’anno 1939 la stessa famiglia aveva comprato un altro albergo sul lago di Ossiach, in Austria, ed era andata ad abitare in quel luogo. Mentre la famiglia Pitscheider si trovava là, l’hotel Posta al Cervo, nell’anno 1944, fu adibito ad alloggio per studenti e nell’anno 1945 a ospedale per i soldati tedeschi. Dopo la morte di Tone senior, sua moglie, signora Barbara, ritornò, finita la guerra, dall’Austria con i suoi figli (tre erano caduti in guerra) per gestire l’albergo. L’hotel Posta al Cervo è stato diviso dal bar e ristorante che porta ancora oggi il nome La Gërva.

Hotel Stella / La Bula
L’albergo fu fabbricato nell’anno 1908, ma già precedentemente c’era lì una locanda. La prima data conosciuta è il 1779, quando si parlava di un “oste dello Stella”, sul terreno del maso La Bula. Nell’anno 1907 la famiglia Karl Demetz (più tardi Demez), rientrato dall’Austria, comprò l’intero possedimento. I suoi discendenti sono ancora oggi padroni dell’albergo. Su questo terreno si trovavano la vecchia casa con la locanda, una piccola bottega e un fienile. Quest’ultimo fu abbattuto nel 1924 per ricavarne l’hotel Stella. Esso fu il primo albergo di Selva ad avere il riscaldamento centrale e acqua calda e fredda in tutte le camere. L’albergo “La Bula / Stella” fu poi restaurato una prima volta nel 1938 e dopo fu usato dalla “Aviazione Militare“ tedesca dal 1943 fino al termine della guerra. Nell’anno 1945, prima della fine degli eventi bellici, si insediò qui il “Campo per l’addestramento militare dei giovani delle SS“. L’hotel Stella è stato ristrutturato e ampliato nel 1951 e poi ancora nel 1963, abbattendo la vecchia parte di osteria.

Hotel Oswald
Aperto nel 1896 come “dependance” dell’albergo La Gërva (Posta) da Karl Pitscheider, fu ingrandito 10 anni dopo (costruendo anche la torretta centrale), tempo in cui assunse l’aspetto che ha avuto fino al 1978. L’ “Hotel”, come veniva chiamato da tutti a Selva, ebbe il suo periodo di gloria già prima della Grande Guerra e poi anche sotto il Fascismo, quando dette alloggio a molte persone di grande fama: ai regnanti di casa Savoia, allo scienziato Enrico Fermi e a numerose altre personalità. La stagione principale era quella estiva e i clienti erano soprattutto persone dell’alta borghesia e industriali che vi soggiornavano almeno tre settimane, se non un mese intero o anche più a lungo. L’albergo era facile da raggiungere e trovarsi vicino alla strada era a quel tempo di grande importanza. Anche non essere troppo soleggiato era un privilegio, tanto che sui prospetti pubblicitari c’era scritto “giardino all’ombra”. Al giorno d’oggi invece si legge ovunque “terrazza al sole”; ma chiaramente, all’epoca, le signore della borghesia preferivano non essere abbronzate, perché abbronzati erano soprattutto i contadini ed i lavoratori. Quando c’era il sole, le signore andavano a spasso con l’ombrellino, per non rovinarsi la pelle con i raggi ultravioletti. Per la stagione invernale l’hotel fu aperto, per la prima volta, appena il 5 dicembre 1929 e solo quattro anni dopo ebbe il riscaldamento centralizzato. In un documento dell’archivio del Comune si legge che l’hotel poteva divulgare la sua pubblicità sia in tedesco che in altre lingue, ma non prima che fosse stata controllata ufficialmente la traduzione. L’albergo era classificato nella categoria più alta ed era conosciuto in tutta Europa come uno dei migliori dell’arco alpino. Durante i bombardamenti sulla città di Bolzano, dal 1944 fino al maggio 1945, l’hotel Oswald fu la sede delle scuole superiori di Bolzano e di Merano, e verso la fine della guerra dette alloggio agli ufficiali delle Forze Armate Tedesche. Così nel 1944 si ritrovarono all’Oswald addirittura 80 generali della “Wehrmacht” per discutere degli ultimi tentativi di scongiurare la sconfitta, come già detto precedentemente. Dal maggio del 1945 l’”Hotel” diventò poi ospedale militare per soldati tedeschi e subito dopo fu occupato dalle truppe di liberazione degli Alleati (americani, inglesi e francesi). Dopo la guerra fu per lungo tempo uno dei “campus” delle rinomate università di Oxford e Cambridge. Nel 1966 Ossi Pitscheider dell’hotel Oswald dovette smettere l’attività a causa dei pesanti debiti e vendere l’albergo al gruppo finanziario Monti/Riffeser di Milano. Nel 1970 l’hotel fu riaperto per poco tempo su iniziativa di alcuni giovani albergatori del posto. Dopo è stato chiuso, finché, nell’anno 1978, fu ricomprato e ristrutturato completamente da una società di 23 albergatori di Selva, che l’hanno riaperto nel 1980.

Hotel Corona
La prima notizia del possedimento dell’osteria Corona è del 1754. Nel 1897 c’era già sicuramente una piccola locanda. Dall’anno 1930 era albergatore al Corona Tita Vinatzer di Rustlea e l’hotel è rimasto poi sempre di proprietà di questa famiglia. Nel 1903 fu ingrandito e ristrutturato con tutte le apparecchiature più moderne per quei tempi. Il primo opuscolo dell’albergo Corona fu stampato nel 1910 e riporta sia il prezzo in corone che la dicitura “Wolkenstein, Gröden, Tirol”, ovviamente sotto l’impero austriaco. L’albergo, come scritto sul prospetto, già nel 1910 era fornito di “energia elettrica” e di “riscaldamento” e anche “arredato modernamente”. Il prospetto dice che nella località di Selva c’erano anche l’ufficio postale, il telegrafo, un medico, un farmacista e un collegamento con autobus fino alla stazione ferroviaria di Chiusa. L’hotel era sicuramente aperto tutto l’anno e aveva 36 camere con complessivi 50 letti, una veranda, una terrazza e ovviamente sale ristorante. Tra il 1943 e 1945 fu occupato (come del resto tutti i più grandi alberghi di Selva) dalla “Wehrmacht” (Forze Armate Tedesche).

Hotel Wolkenstein / Grisi
L’hotel Wolkenstein fu costruito da Anton Senoner - Vastlé e aperto nell’anno 1904. Durante la Prima Guerra ospitò la compagnia delle guide alpine dell’Austria sotto il comando del capitano Bart di Vienna e fu nello stesso tempo anche ospedale militare per i soldati austriaci. Nel 1917 vi alloggiò sua maestà l’imperatore Carlo I d’Austria con sua moglie Zita, per far visita ai soldati ed ai feriti nell’hotel stesso e all’hotel Ingram. Dopo la Prima Guerra, nel 1924, l’albergo fu venduto a Alberto Schenk di Ala di Trento e nel 1926 a Giovanni Grisi di Mori che gli cambiò il nome in Grisi. Durante la Seconda Guerra (dal 1942 al 1945) questo hotel fu adibito a scuola o casa per bambini e bambine di buona famiglia di Bolzano, Merano e dintorni, perché il capoluogo era troppo pericoloso a causa dei bombardamenti. Prima, dal 1939 al 1942, era stato adibito a ospedale e come scuola privata per studenti tedeschi. Himmler stesso venne varie volte in questo edificio per qualche controllo. L’hotel Wolkenstein conta fra i suoi clienti più famosi anche il celebre medico e psichiatra Siegmund Freud, che dopo aveva preferito passare le ferie al Renon dove soggiornò per molti anni. Nell’anno 1963 la famiglia Wörgartner del Tirolo comprò l’hotel e realizzò a più riprese lavori di ammodernamento.

Hotel Maciaconi
La località Maciaconi viene menzionata nel libro di Josef Tarneller già nell’anno 1354 con il nome “Pramazachan”, ma l’albergo non è certamente così antico. Alois Riffeser (1844-1922) padrone del maso, cominciò già da giovanissimo a fare il commerciante di piccoli oggetti in legno e fu capace di mettere da parte una bella somma di denaro e costruì un bell’edificio con annessi negozio, magazzini e locanda. Quest’ultimo è menzionato con il nome Maciaconi già dal 1897. La prima autorizzazione a condurre l’omonima pensione è del 1928 e il primo padrone di questa fu Zenz Riffeser - Pigon che ai tempi dell’opzione, nell’anno 1939, era espatriato in Austria e per questo il complesso Maciaconi era passato all’“Ente Tre Venezie”. L’albergo, preso in affitto nel 1932 e poi comprato nell’anno 1955 da Alfons Demetz, durante la Seconda Guerra, ha avuto la stessa destinazione del Wolkenstein ed è stato adibito a scuola e casa per studenti. Tra l’albergo e il negozio c’è stato anche un ospedale militare gestito dalle truppe di liberazione americane. L’hotel fu sempre un “precursore” dei tempi: si racconta che fosse il primo albergo ad avere una macchina per fare il caffè “espresso”, e fu uno dei primi ad avere un taxi, un distributore di benzina e l’autorizzazione alla vendita di sigarette.

Albergo Val / Vallunga
(oggi Centro Addestramento Alpino dei Carabinieri)
Questo albergo fu costruito alla fine del 1800 da Laurënz Lardschneider, contadino di Ciampac, morto nel 1908 a soli 31 anni. L’albergo fu poi venduto all’inizio del 1900 a Franz Pitscheider - La Gërva (a quel tempo già padrone dell’albergo Uridl a S. Cristina e fratello dei proprietari dell’hotel Oswald Karl Pitscheider e di La Gërva Tone Pitscheider). Albergatori dal 1930 fino al maggio del 1945 furono suo figlio Josef (che fu ucciso dai partigiani al Passo Staulanza il 17 maggio 1945) insieme a sua moglie Maria Moroder - Trinadeianesc (Ortisei). Negli anni 1960 l’edificio e il terreno furono venduti a un forestiero (di Milano) che lo vendette allo Stato trasformandolo in “Centro Addestramento Alpino dei Carabinieri”.

Hotel Ingram
Il primo edificio fu fabbricato nel 1907 con il nome di Alpenrose. Negli anni durante la Prima Guerra l’albergo venne occupato più che altro da ufficiali e adibito a base logistica per i soldati sul fronte delle Dolomiti. Da lì partivano le teleferiche per i Passi Gardena e Sella. Nel 1917 vi passarono l’imperatore Carlo I d’Austria e sua moglie Zita per far visita ai soldati. Nel 1919 l’albergo fu comprato da Anton Schenk di Laion che era anche il proprietario della malga Ingram (attualmente albergo Valentini) dall’altra parte del torrente).Per non infastidire i governanti fascisti negli anni 1930 si dovette cambiare il nome “Alpenrose” in “Albergo alla Stazione”. E’ interessante ricordare che il proprietario Anton Schenk aveva comprato nel 1924 il primo autobus e offriva già all’epoca un servizio di trasporto da Bolzano a Selva. Questa attività fu poi abolita dal regime fascista che costituì una società pubblica per fornire tale servizio (SAD). Dal 1959 l’“Albergo alla Stazione” passò al nipote Adolfo Lussardi e a sua madre Berta Schenk che cambiarono di nuovo il nome in hotel Ingram.

Pensione Valentini (fino al 1951 malga Ingram o località Fungëia)
(1487 Fungaya, 16.. il Cancelliere del tribunale abitò temporaneamente nella casa Fungea, 1858 Anton Schenk, Fungoi)
Tra il 1870 e il 1890 una frana scesa da Ciampinëi abbatté la vecchia casa e il fienile (Unterfungoi) che apparteneva al contadino di Laion Anton Schenk e che veniva adibito a malga soprattutto d’estate. Questi, nel 1909, ricostruì l’albergo (che si chiamava Ingram) e in seguito anche un fienile. L’hotel fu venduto nel 1931 alla famiglia Valentini di Campitello che lo gestì fino al 2005, anno in cui fu definitivamente chiuso.  

Hotel Plan de Gralba
Fu costruito nel 1930 da Amadio Kasslatter, aggiungendovi due anni dopo anche un fienile e una stalla. In questa località c’erano prima solo pascoli, ghiaioni e l’acqua non ancora regolata del torrente. L’hotel Plan de Gralba fu poi ingrandito a più riprese ed è ora di proprietà del nipote Bruno Runggaldier.

Albergo Roma
L’albergo Roma a Plan (dove attualmente c’è la villa Roma) fu costruito nel 1930 e demolito nel 1981.

Pensione La Selva
La prima casa che dette alloggio ai forestieri nella zona La Sëlva, fu costruita da Adelaide Puntscher Wild nel 1932 sul terreno del maso La Sëlva. La prima locanda aveva solo due camere da affittare, ma nel 1954 aveva già 47 letti e un ristorante dove cenavano più o meno tutti i clienti dei dintorni. Fu uno dei primi alberghi a collaborare con Touropa, l’agenzia più importante dei paesi tedeschi di quel tempo. La zona “La Sëlva”, fino agli anni 1950, non aveva nessuna strada per le auto e i clienti venivano portati con la jeep e le slitte trainate da cavalli. Si può ben dire che la famiglia Puntscher è stata un’anticipatrice dello sviluppo turistico.

Hotel Flora
Fu costruito nel 1932 da Franz Mussner - Pinter e sua moglie Catarina Ploner in località Fuloni, chiamandolo bar Flora. Nel 1982 fu rilevato dalla figlia Franca con suo marito Paolo Bernardi.

Pensione Villa Al Sole
Questa pensione fu costruita nel 1933 da Andrea Senoner - Burdengëia; ma solo nell’anno 1950, dopo averla ristrutturata, fu realizzata una pensione. Nel 1990 fu poi abbattuta e trasformata in residence.

Bar Costa (attualmente hotel Europa)
Negli anni 1937/38 fu costruita la prima casa da Franz Costa Senior - fornaio da Caspier - il quale l’aveva data in affitto a sua cognata Stina (Rustlea) che vi vendeva torte e caffè. Nell’anno 1950 Franz Costa Junior (sindaco di Selva dal 1964 al 1980) cominciò a lavorare presso la signora Stina e nell’anno 1954 rilevò e ingrandì l’osteria, dandogli nel 1965 il nome di pensione Europa.

Hotel Nives
La pensione Nives (ora hotel) fu costruita dopo la Prima Guerra tra gli anni 1920 e 1930 da Gabriel Riffeser - Maciaconi. Egli fu anche il padrone delle prime automobili a Selva ed aveva nell’anno 1936 una ditta di taxi con 4 autorizzazioni. Fu ucciso dai partigiani nel 1945 con altri 4 della Val Gardena. Nella casa Nives ci fu la “Pro loco” e l’Azienda turistica dal 1956 al 1965. La pensione Nives è stata affittata per vari anni e nel 2000 è stata comprata dalla famiglia di Luis Linder che l’ha abbattuta nel 2007 per costruirci l’hotel Nives.

Villa Langkofel - Pensione Villa Sella
La prima casa in questo posto a Plan da Tieja fu costruita prima della Grande Guerra da Johann Nepomuk Demetz e si chiamava “Villa Langkofel - Sassolungo”. Nepomuk prese in affitto la baita Ncisles (poi rifugio Firenze) dal DÖAV e dovette cederla, quando optò per il “Reich” nel 1939. Il nome della Villa Langkofel è poi stato cambiato al tempo del Fascismo in Villa Sella, quando fu ristrutturata nel 1938 o 1939. Dopo il 1980 è stata venduta ed è stata realizzata una casa con appartamenti da affittare e la pizzeria “Villa Sella”

Hotel Cir
Fu costruito nell’anno 1938 da Malia Demetz - Plan. Malia finì di fabbricare il primo piano e affittò assieme a suo marito Zardini una sola stagione (con il nome di albergo Zardini), perché, dopo l’opzione si era trasferita nel “Reich” e l’edificio fu rilevato dall’“Ente Tre Venezie”. Nel 1947 il cav. Marcaurelio Pasti comprò il fabbricato del Cir in una vendita all’asta a Venezia. Fu così che la famiglia Pasti giunse a Selva e contribuì moltissimo allo sviluppo di tutta la zona sciistica del Dantercëpies: negli anni 1947/48 l’hotel Cir, poi la seggiovia dal Passo Gardena al Dantercëpies e quella sull’altro versante partendo da Selva.

Hotel Gardenia - Pensione Delago
La casa si chiamava una volta villa Delago e poi pensione Delago e fu costruita da Hans Delago (figlio del prof. Leo Delago che fu anche podestà) nel 1934. Nel 1939 furono ospiti qui perfino il re Umberto di Savoia, Maria José del Belgio con i figli Vittorio Emanuele e Maria Pia. La famiglia di Luis Hofer, che aveva comprato la pensione dopo il 1970, la ingrandì e la trasformò in hotel Gardenia.

Albergo Miramonti
L’hotel Miramonti (edificio oggi in rovina, nel luogo in cui si separano le strade dei Passi Sella e Gardena), fu costruito durante il Fascismo nell’anno 1938 dalla “Opera Nazionale Dopolavoro”. Dopo la guerra fu sempre dato in affitto fino al 1994, anno in cui venne chiuso. La Provincia Autonoma di Bolzano, che ne era diventata proprietaria grazie alle disposizioni del “Pacchetto d’Autonomia”, l’ha venduta al Comune nel 2006 per una somma di euro 433.354,00.

Hotel Casa Alpina - Dopolavoro Ferroviario di Bologna
Il primo edificio fu costruito negli anni 1939/40 dal Dopolavoro Ferroviario di Bologna ed era riservato solo al tempo libero dei lavoratori delle “Ferrovie dello Stato”. Dopo la guerra fu trasformato in albergo.

Pensione Ciampinoi
Un forestiero di nome Signorelli cominciò a costruirla al termine del secondo conflitto mondiale. Dopo la guerra la comprò, ancora non ultimata, Emil Demetz dell’albergo Luna, nel 1948 e iniziò l’attività nel 1950. Dopo il 1980, avendo smesso di affittare, fu realizzato un ristorante/pizzeria.

Wolkensteinschlössl (Il Castelletto) - Villa Dolomiti
Questa casa, chiamata attualmente villa Dolomiti, è unica nel suo stile in tutta Selva e attira la curiosità di tutti quelli che vi passano vicino. Fu fabbricata nell’anno 1899 (adibita a casetta di caccia) da Eduard Prinoth di Ortisei - chiamato anche il vecchio Brida - secondo il disegno dell’arch. A. Ritter von Inffeld e poi comprata nel 1936 da Franzl Perathoner - Col (bisnonno dell’odierna padrona). Questa casa ha una storia interessante, perché vi ha soggiornato, nel 1945, durante i bombardamenti delle truppe alleate, la moglie di Martin Bormann, il temuto segretario di Adolf Hitler. Gerda Bormann era giunta qui sotto il falso nome di Gerda Bergmann. Suo figlio Helmuth e due altri fratellini frequentarono la scuola nella nostra località negli anni 1944 e 1945. Dopo la guerra la casa del Brida fu per svariati anni colonia estiva per bambini, molto conosciuta e apprezzata, gestita dalla famiglia Kasslatter dell’hotel Olympia che l’ebbe in affitto fino a dopo il 1960.